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Il Salone Internazionale del Mobile è una esplosione di creatività ed eccellenza, una esperienza talmente stimolante e ricca d’idee che ti carica d’ispirazione per gli altri 12 mesi successivi. E siccome l’ho seguito da almeno 9 mila chilometri di distanza per anni, direttamente dal Brasile, provo gioia ed entusiasmo nell’essere così vicino e poter visitarlo ogni anno.

La prima porta che trovo entro, scoprendo subito un’aria gentilizia dalle antiche e nobili origini di un bellissimo padiglione dedicato allo stile classico. Qui la parola d’ordine è tradizione, ogni elemento, dal pavimento al soffitto, risponde ai criteri di grandezza, nel senso proprio delle dimensioni, e squisita ricercatezza. Lo stile classico si riconosce immediatamente: mobili dal sapore retrò, intarsi, tanto legno, divani imbottiti oltremisura, pavimenti in marmo o in parquet, le pareti in un color crema, infine è tutto molto raffinato.

Il nostro giro in questi interni imponenti e scenografici sta per finire.
Proseguo in direzione a un’altro padiglioni e noto subito l’atmosfera di agitazione, ma niente panico solo un po’ di euforia. Tanta gente, tanto entusiasmo e si fa quasi fatica a camminare talmente è affollato. Lo stile cambia e parliamo di moderno e minimalista che più rappresenta la nostra contemporaneità.

Le parole d’ordine qui sono: lineare, clean, pratico e tecnologico. I trend del momento sono domotica ed experience. È tutto basato sulla esperienza e sulla tecnologia. Maxi schermi in alta definizione a raccontare storie accattivanti dappertutto. Percepisco ancora forte quella atmosfera minimal e neutrale che in genere caratterizza lo stile moderno, però intravedo qualche lampo qua e la di una tendenza al “time to color” un po’ ribelle che si conferma già dal 2017. Come la moda anche il design è ciclico.

So già che qui ci metto mezza giornata, perché è veramente un padiglione enorme anche per chi è abituato a camminare, è curioso e appassionato di design come me. Anche se ho voglia di vivere ogni minuto e vedere tutto con calma e tranquillità, mi rendo conto che il tempo non si ferma a piacimento dei singoli visitatori. Quindi via…

…andiamo avanti perché qui non è mica finita. Forse sarò stanca, ma non ho tempo di capire perché visitare i Saloni è divertimento allo stato puro. Potrei girare ore e ore per questi stand progettati con così tanta cura ed eccellenza. Il livello è altissimo senza dubbio e si sa, made in Italy o non, è tutto talmente curato nei minimi dettagli che fa piacere vedere. Come diceva il nostro caro Ludwig Mies van der Rohe: “God is in the details”.

Andiamo a vedere i padiglioni di Eurocucina e FTK Tecnology for the Kitchen. Inutile dire che quello che si vede qui è uno spettacolo di buon gusto mischiato a tecnologia d’avanguardia. Materiali ricercati, waterproof, fireproof, auto cleaning e chi più ne ha, più ne metta. Le cucine di oggi sono altro che intelligenti,  parlano pure visto che sono dotate di robot cooking programmabili, segnali sonori, ecc. Bottoni e maniglie non esistono più. Sono tastabili, invisibili e si possono azionare con una lieve spinta o un semplice movimento. Fenomenale! A chi non piacerebbe cucinare in un ambiente così tecnologico e ben progettato? In una cucina del genere tutti siamo masterchef.

Il tempo scade e penso che forse riesco ancora a visitare il Salone Satellite.

Sì, c’è l’ho fatta!

È stato veloce, ma bello vedere giovani creativi da diverse parti del mondo a mettersi in gioco per realizzare qualcosa di nuovo, compito quasi impossibile dove quasi tutto è già stato inventato. Bravi, bravi perché con grinta riescono a tirare fuori inventiva, essere innovativi e portare bellissimi progetti con la firma della loro generazione, ossia, che coniuga bellezza, funzionalità, ecosostenibilità, tecnologica e qualità.

Ecco che il mio tempo è scaduto. Peccato che non sono riuscita a vedere i padiglioni del Salone Internazionale del Bagno e xLux. Comunque sia, mi sono divertita tantissimo.

Se ti organizzi bene e arrivi presto una giornata può bastare, ma per un vero appassionato di design, una giornata non è mai sufficiente. 😉

Un caloroso saluto e al prossimo Salone!