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Gli ambienti in cui viviamo sono spesso colme di oggetti inutili che invece di rendere l’ambiente più piacevole lo appesantiscono. Con il tempo impariamo che più cose possediamo, più bisogno abbiamo di tempo, risorse ed energie per gestirle. Allora se abbiamo questa consapevolezza, perché facciamo tanta fatica a buttare le cose? Perché non li eliminiamo direttamente senza pensarci e basta?

Per molti ricercatori e studiosi del fenomeno dell’accumulo questo succede perché per la maggior parte delle persone il fatto di possedere oggetti e beni materiali in generale, è strettamente collegato alla sicurezza e questo causa una sensazione di benessere che, nonostante sia passeggera, li spinge a volere sempre di più. Per questo motivo continuano a desiderare e a comprare cose nuove di continuo anche se non necessarie.

Quindi l’atto di buttare qualcosa è visto come sinonimo di spreco e di perdita, soprattutto se si tratta di eliminare quello che ha un valore sentimentale, allora non se ne parla proprio perché fa sentire un forte senso di colpa.

Ed è qui che nasce il grande conflitto interno. Se da un lato siamo consapevoli di che avere troppo di tutto genera accumulo, caos e confusione, da un altro non vogliamo buttare mai niente.

Allora come superare la barriera dei sensi di colpa e iniziare a liberarsene?

Bisogna limitare la proliferazione degli oggetti, e lasciarli andare, tra l’altro eliminare il superfluo è un modo per esercitare il distacco delle cose.

Così facendo creiamo l’abitudine di non avere in casa niente che non sia utile.

Innanzitutto, voglio risaltare che questo articolo non è rivolto a chi ha un vero e proprio disturbo da accumulo patologico ossia la disposofobia che, conforme la definizione da Wikipedia,  è Il disturbo da accumulo, accumulo patologico seriale, accaparramento compulsivo. È un disturbo caratterizzato da un bisogno ossessivo di acquisire una notevole quantità di beni, anche se gli elementi sono inutili, pericolosi o insalubri.”

In questi casi bisogna avere un approccio molto più complesso, ma soprattutto chiedere aiuto ed essere seguiti da uno specialista.

Questo articolo si propone soltanto a presentare questa meravigliosa tecnica conosciuta come decluttering a chiunque abbia difficoltà a eliminare le proprie cose in eccesso, ma non conosce un metodo efficace per farlo.

Il decluttering è strettamente collegato ai concetti di riordino, organizzazione e minimalismo.

E siccome non esiste riordino senza disfarsi del superfluo è opportuno, prima d’iniziare questo processo, porsi qualche domanda per quanto riguarda un oggetto qualsiasi che si desidera eliminare.

Prova a iniziare facendoti queste domande:

  • È veramente utile o necessario?
  • Funziona a dovere?
  • La quantità è giusta?
  • È dentro la scadenza?
  • Ha un vero significato per me?
  • Mi mette di buon umore o ha un valore emotivo?
  • Ha un valore artistico o economico?

Se la risposta a tutte queste domande è “SI”, allora vuol dire che vale veramente la pena tenere.

Altrimenti se la risposta a tutte queste domande è o almeno alla maggior parte di loro “NO”, è opportuno riflettere su cosa bisogna fare, prendere delle decisioni e agire.

Eliminare il superfluo non sempre è facile e nemmeno piacevole. Per questo motivo prima di rimboccarsi le maniche e passare all’azione bisogna essere consapevoli di cosa si va incontro, anche perché richiede non solo buona volontà e determinazione, ma spesso e volentieri anche sforzo fisico. Perciò bisogna avere l’approccio giusto.

Ma possiamo semplificarci la vita seguendo alcuni criteri.

Una volta stabilite le regole e superata la questione psicologica ed emotiva, tutto il resto sarà più facile perché saremo più motivati e le probabilità di portare il lavoro a termine saranno molto più elevate.

Prima di qualsiasi cosa bisogna eliminare il male alla radice. Lavorare sulla prevenzione è la priorità massima. Questo vuol dire adottare uno stile di vita più voltato al risparmio e alla tutela dell’ambiente. Un obbiettivo che si può raggiungere semplicemente evitando di acquistare il superfluo o pianificando gli acquisti, ossia:

  • Acquistare solo l’indispensabile
  • Riflettere di più prima di acquistare qualsiasi cosa evitando di farlo per impulso o basandosi soltanto sull’emozione
  • Sviluppare l’abitudine di fare delle liste, sia del supermercato per fare una spesa più mirata, sia le wish list (le liste di desiderio) da condividere con amici e parenti in modo che i regali siano veramente utili
  • Fare delle scelte consapevoli, pensando anche all’ambiente per ridurre la produzione di rifiuti
  • Abituarsi a portare con sé una quantità limitata di denaro e di carte di credito
  • Evitare ogni tanto i centri commerciali e le vie dello shopping se non riesci a tratenerti

Però, per quanto possiamo pianificare ed essere consapevoli delle nostre azioni e scelte, è ovvio che ci sarà sempre qualcosa da eliminare, ed è proprio per questo motivo che prevenire ci aiuta a ottimizzare risorse, tempo ed energie.

Ma forse ti starai chiedendo: in pratica cosa bisogna fare esattamente e da dove iniziare?

Ti propongo allora un percorso di 8 giorni, che sarà il periodo ottimale di cui avrai bisogno per sviluppare il tuo progetto in maniera graduale e senza stress.

Detto ciò, vediamo in pratica le otto tappe essenziali di un processo di decluttering:

 

TAPPA N° 1 – PREPARARE GLI STRUMENTI UTILI A SEMPLIFICARE IL LAVORO

Per riuscire a raggiungere il tuo obbiettivo è importante preparare l’ambiente e assicurarsi di avere a disposizione e a portata di mano tutto quello che serve per realizzare al meglio il lavoro.

Per cominciare bisogna procurarsi dei contenitori capienti e identificarli con una etichetta contenente una parola d’ordine che ti guiderà in questo percorso e ti aiuterà a intraprendere un’azione ben precisa per ogni caso. Queste parole di solito sono:

TENERE – DONARE – VENDERE – RICICLARE – BUTTARE

 

TAPPA N° 2 – INIZIARE DAL PIÙ FACILE

Cominciare a eliminare le cose alle quali siamo meno attaccati dal punto di vista emotivo e lasciare per ultimo i beni di valore sentimentale, aiuta a mantenere un buon ritmo di lavoro, altrimenti si rischia di perdere troppo tempo nel prendere delle decisioni e sentirsi frustrati da subito per non vedere alcun risultato.

Quindi evita d’iniziare dalle cose considerate più difficili da buttare come:

  • Libri e riviste
  • Vestiti, scarpe e accessori
  • CD, DVD, DVX, videogiochi
  • Fotografie
  • Oggetti di valore affettivo e anche economico

Infine, queste cose, fidati, lasciali per ultimo per quando avrai più confidenza con il metodo, avrai visto già qualche risultato e avrai più motivazione. Così sarà più facile affrontarli.

Potresti iniziare invece dalla seguente lista:

  • Spazzatura
  • Volantini
  • Cataloghi
  • Gadget e Campioni in omaggio
  • Scatole vuote e barattoli
  • Le shopper dei negozi
  • Scontrini

E tutto quello che per te non ha alcun valore affettivo.

TAPPA N° 3 – FARE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

A questo punto alziamo il livello di difficoltà e passiamo agli oggetti più difficili da eliminare.

Raggruppare tutte le cose della stessa categoria in un solo posto per poi iniziare ad analizzare una per una.

Riunire in un solo posto tutti gli oggetti della stessa categoria sparpagliati qua e là per casa crea un forte impatto visuale, ti aiuta a capire la quantità degli oggetti che hai di fatto e a prendere coscienza delle reali dimensioni del problema.

Questo è il grande segreto della famosissima Marie kondo. Il suo metodo ha fatto il giro del mondo perché funziona, e anche se impegnativo, è molto semplice da capire e facile da mettere in pratica.

Questo metodo serve anche ad aiutarti ad avere concentrazione e determinazione a sufficienza per decidere con chiarezza cosa eliminare cosa no.

TAPPA N° 4 – PRENDERE DELLE DECISIONI E AGIRE

Ricordati che il tuo tempo e la tua energia sono le risorse più preziose e limitate  che hai, soprattutto il tempo perché non torna più, quindi non sprecarlo pensando troppo.

Approfitta l’opportunità per riflettere e fare distinzione fra ciò che è inutile e ciò che vale la pena tenere.

  • Bisogna essere determinati e obbiettivi
  • Niente sistemazioni temporanee
  • Prendere un oggetto alla volta e decidere in pochi secondi cosa fare 
  • E una volta deciso inserire ogni cosa nell’apposito contenitore

Decidere cosa tenere, donare, vendere, riciclare o buttare, è una questione molto personale, ma se hai dei dubbi e vuoi qualche suggerimento a riguardo, apro una parentesi per aiutarti a classificare ogni oggetto prima di prendere una decisione.

Altrimenti se hai già le idee ben chiare puoi saltare subito alla TAPPA N° 5.

COSA TENERE?

  • Solo le cose necessarie, utili e in uso, perché ci sono cose che sono utili ma non le usiamo mai, quindi valutare se ha senso tenerle;
  • Solo le cose che funzionano;
  • Solo la giusta quantità di cose;
  • Solo le cose che hanno un significato per te e ti fanno felice
  • Solo quello che si può organizzare o riordinare, ossia solo quello che hai dove riporre si può tenere.

 

COSA DONARE?

  • Cose nuove che non hai mai usato o in buon stato e che non usi più;
  • Cose in eccesso,
  • Cose che non sono in linea con i tuoi gusti, ma che potrebbero piacere a qualcun altro.

 

COSA VENDERE?

  • Antiquariato o oggetti vintage, che abbiano un valore storico o di design;
  • Arredi in buon stato
  • Oggetti nuovi o usati di marca o non che non ti servono più, ma che hanno un certo valore e che sai che potrebbero interessare a qualcuno.

 

COSA RICICLARE?

  • Tutto quello che si è consumato nel tempo o è rotto, ma che in qualche modo si può, conviene e vuoi riparare.
  • Tutto quello che usi ed è ancora in buon stato, ma che ha bisogno di manutenzione
  • Tutto quello che sei affezionato e vorresti rinnovare il look, dare nuova vita o riutilizzare in una maniera diversa.

 

COSA BUTTARE?

Semplice, tutto quello che non rientra in nessuna delle precedenti categorie e che non vuoi tenere, ossia: 

  • oggetti inutili;
  • senza valore;
  • scaduti o rotti;
  • che non servono per donare, vendere né riciclare.

 

TAPPA N° 5 – FARSI AIUTARE

Non è detto che ci sia da subito il bisogno di chiedere l’aiuto di qualcuno per fare un decluttering.

Ma ci sono alcuni casi in cui è utile farsi aiutare come ad esempio:

  • Nel caso in cui il processo diventa troppo complesso e impegnativo;
  • Richiede sforzo fisico per spostare qualche mobile o oggetto un po’ più pesante;
  • Nel caso in cui ritieni che sia utile chiedere consiglio a un amico o parente che ti aiuti nel processo decisionale;
  • Oppure in quei casi in cui il processo riguarda anche un altro membro della famiglia con cui condividi la stanza o hai alcuni oggetti in comune e bisogna dividersi i compiti.

 

TAPPA N° 6 – IMPORSI DEI LIMITI

Fare decluttering significa anche imporsi dei limiti per evitare di ritrovarsi di nuovo nel caos o di perdere il controllo della situazione. Ecco cosa bisogna fare:

  • Stabilire degli spazzi dove riporre le cose che hai deciso di tenere o semplicemente trovare un post per ogni cosa;
  • Capire quanto di ogni cosa bisogna tenere per evitare di accumulare di nuovo il superfluo;
  • Stabilire dei criteri per sapere quando è il momento di buttare (ad esempio osservare un criterio di tempo, spazio, quantità);
  • Decidere con quale frequenza rifare il decluttering (tutti giorni, una volta al giorno, una volta a settimana, una volta al mese, una volta all’anno, ecc).

 

TAPPA N°7 – AFFRONTARE GLI OSTACOLI E SUPERARLI

E se ci fossero dei ripensamenti?

Bisogna essere consapevoli che ogni uno ha i propri tempi.

Se una persona non è pronta a disfarsi di qualcosa è controproducente forzarla a farlo.

In questo caso si può spostare oggetti frutto dell’indecisione in un ripostiglio, ma mi raccomando bisogna determinare un tempo per rivedere il tutto e poi decidere definitivamente se buttare o meno.

Anche se questo metodo non è consigliabile, semplicemente perché non risolve definitivamente il problema, potrebbe essere una opzione da considerare per alleviare la tensione in caso d’indecisione. Mettere da parte per un periodo di sei mesi o di un anno un oggetto che si ritiene possa essere ancora utile prima di buttare, è un modo per fare chiarezza.

E se alla fine arrivi alla conclusione di non aver avuto bisogno di quello oggetto per un lungo periodo di tempo, allora significa che potrai benissimo farne a meno e forse sarebbe il caso di eliminalo definitivamente.

TAPPA N°8. FARE MANUTENZIONE

La manutenzione è una delle tappe più importante in questo processo, perché sarà la tua capacità di resistere alla tentazione di lasciarti andare e mantenere l’abitudine di evitare l’accumulo che ti permetterà di avere l’ambiente leggero, arioso, piacevole, pratico e funzionale che tanto desideri.

Vediamo allora cosa fare:

  • Non procrastinare e prendere del tempo ogni tanto per fare una cernita ed eliminare il superfluo per evitare l’accumulo (20 minuti al giorno possono bastare);
  • Rispettare lo spazio che si ha a disposizione per rimettere a posto gli oggetti e quando saranno pieni eliminare qualcosa;
  • Tenere sotto controllo la quantità di oggetti in casa;
  • Abituarsi a eliminare qualcosa sempre che si acquisisce un’altra della stessa categoria e con la stessa funzione.

Il decluttering è un’attività che procura immensi benefici fisici e mentali, ed essere convinti di questo dal principio è fondamentale per rimanere motivati e ottenere i risultati desiderati.

In Giappone lo chiamano Dan – Sha. Ri: l’arte di disfarsi e li, è oggetto di studio universitario.

Per molti, eliminare il superfluo è uno stile di vita, è liberatorio e aiuta a:

  • Valorizzare ed essere grati per quello che abbiamo;
  • Valorizzare di più quello che si è e non quello che si ha;
  • Dare priorità ai rapporti umani e migliorare i rapporti interpersonali;
  • Godere dello spazio e soprattutto del tempo in più a disposizione;
  • Ottimizzare il tempo dedicato alla pulizia e al riordino;
  • Vivere in un ambiente più sano e pulito;
  • Risparmiare denaro ed energie;
  • Fare del bene donando qualcosa che non ci serve più e che può essere utile a qualcun’altro;
  • Fare chiarezza, avere più concentrazione ed essere più produttivi;
  • Imparare che è possibile vivere bene, in maniera più leggera, semplice, appagante e, quindi, essere felici anche con meno.

 

Il decluttering è un argomento veramente affascinante per tutti i benefici che comporta.

Spero che questo articolo ti possa aiutare a liberarti del superfluo, a godere di ambienti più piacevoli e a iniziare ad avere più qualità di vita.

E ti saluto con la frase di Fumio Sasaki l’autore del libro “Fai spazio nella tua vita”: “La vita è troppo breve. È uno spreco abbreviare il tempo che abbiamo a disposizione per rincorrere le cose.”

Buon decluttering e al prossimo articolo!