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Se ti chiedesse cosa fa un Professional Organizer lo sapresti spiegare?

Spero di sì, ma se la risposta è: “no, non lo conosco ancora”, ti presento il P.O – Il Professionista dell’organizzazione.

Il concetto di Professional Organizing

Il Professional Organizing ha lo scopo di aiutare individui e aziende a progettare sistemi e processi organizzativi per migliorare la produttività personale, ottenere una maggiore efficienza e migliorare la qualità della vita.

Come tutto ebbe inizio – La cronologia della nascita di una nuova professione

1983 – La professione ha origine negli Stati Uniti negli anni 80. Più precisamente a Los Angeles, in California quando Karen Shortridge, un’imprenditrice che nei primi anni ’80 iniziò a organizzare spazi residenziali per amici e parenti, è stata inserita in un giornale locale di Los Angeles nel 1983. Nasce poi un raduno, apparentemente di natura sociale, di “donne appassionate di organizzazione”. Lo scopo di questo raduno però, non fu chiaro a tutti da subito, visto che molti partecipanti credevano che l’obbiettivo dell’incontro fosse parlare di figli e nipoti, ricette, mariti e casalinghe.

Ma due delle donne presenti: Maxine Ordesky e Stephanie Culp, che a quel tempo, erano entrambe imprenditrici avevano altre idee e non avevano alcun interesse a discutere di pannolini bagnati. Invece, hanno immaginato un gruppo dedicato alla creazione di imprese.

L’infermiera in pensione Ann Gambrell, che aveva insegnato lezioni sull’organizzazione di case e uffici per un programma di educazione degli adulti e ha scritto una rubrica per il giornale Daily Breeze a Torrance, in California, si unisci a Maxine e Stephanie e poche settimane dopo si incontrano con Beverly Clower and Jeanne Schorr nel salotto di Beverly per parlare naturalmente di Professional Organizing. Mentre il gruppo si univa strutturalmente e organizzativamente, e quando le donne iniziarono a commercializzare i loro servizi per il lavoro retribuito, divenne chiaro che “al mondo esterno, gli organizzatori erano classificati come governanti o cameriere”. Fu quando Stephanie Culp fece un discorso convincente per aggiungere la parola ” Professionista “al lavoro da loro sviluppato”, una descrizione che all’inizio sembrava stravagante, ma che alla fine ha superato la percezione della “governante” e ha aperto la porta di partenza per attirare effettivamente i clienti.

La nuova terminologia viene accettata e venne creata la “Association of Professional Organizers” [APO], una organizzazione non-profit con l’intenzione di “donne che aiutano le donne”. Nasce allora il primo Codice etico.

1985 In quell’anno, da agosto a settembre, gli intrepidi pionieri formalizzarono l’Associazione eleggendo ufficiali, formulando quote e tenendo elezioni, assicurò uno spazio di incontro permanente, istituì una struttura di quote associative e cambiò il nome, per poter includere le altre realtà che erano nate nel frattempo in altri stati.

1986 Nel gennaio 1986 l’APO divenne la National Association of Professional Organizers (NAPO). Oggi National Association of Productivity & Organizing Professionals.

Man mano che le riunioni diventavano mensili, il gruppo si espandeva dai salotti alle sale conferenze, e un movimento iniziava.

Maxine Ordesky, presidente fondatore, ha presieduto l’APO, poi il NAPO, nei primi cinque anni. Ricorda: “Ci siamo incontrati in una piccola sala conferenze situata in un corridoio in un centro commerciale locale a West Los Angeles. In quel primo incontro, mi sono alzata di fronte a 10 donne, non realizzando, nei miei sogni più inimmaginabili, che la professione organizzativa un giorno potesse crescere a migliaia di membri in tutto il mondo.

La prima conferenza NAPO si è tenuta in una delle sale di break-out a Los Angeles presso l’Universal Sheraton Hotel. “Un’idea apparentemente impossibile”, ricorda Stephanie Culp.  Ann Gambrell ha ricordato: “Non avevamo una mailing list ma dovevamo riempire i posti. Non volevamo essere imbarazzati da una bassa affluenza, quindi abbiamo invitato i nostri amici e mariti a riempire la stanza “.

Beverly Clower ha descritto quei primi anni come importanti per il proprio sviluppo professionale: “Tutte queste donne avevano trovato la loro nicchia speciale, ed eravamo tutti come sorelle in questo insieme. Le donne devono essere ascoltate ed eccoci qui: i nostri clienti e i nostri colleghi ci stavano ascoltando perché avevamo qualcosa di prezioso da dire “.

1987 – Nel 1987 le Pagine Gialle californiane decidono di aggiungere la categoria dei Professional Organizers nell’elenco telefonico. Nello stesso anno, il 12 settembre, si tiene la prima conferenza della NAPO a Los Angeles, che ha per tema ‘Il successo attraverso l’organizzazione’. – Apoi

1990 Nel 1990 la NAPO costituisce il Golden Circle, che riconosce la competenza dei soci che sono stati impegnati in attività di organizzazione per almeno cinque anni e sono stati membri NAPO per almeno un anno

1993 I fondatori

iniziarono con l’idea che le donne potessero essere in affari usando abilità che molti di loro già possedevano. Hanno poi sviluppato quella visione costruendola come una squadra. In un tempo prima dei computer, hanno fatto tutto a mano. Non c’erano fondi disponibili, quindi hanno usato i propri soldi. Tutto ciò è accaduto perché cinque donne hanno avuto il coraggio e la determinazione di farsi un’idea di cui hanno creduto totalmente; sono diventati inarrestabili. La fondatrice Stephanie Culp è anche l’autrice di otto libri di organizzazione, che producono contenuti pertinenti in un momento in cui erano disponibili solo altri due libri: “Getting Organized” di Stephanie Winston e “Last Clutter” di Don Aslett. The Complete Home Organizer di Maxine Ordesky è stato pubblicato nel 1993.

Guarda il video dei Fondatori, è iniziato a LA … It started in LA.

2000 Nel 2000 la NAPO crea il Quantum Leap Service Program per fornire gratuitamente alle persone che non possano permetterselo un aiuto professionale al fine di migliorare le proprie abilità organizzative nella gestione dei documenti, del tempo e dei soldi. 

La professione Nasce proprio dal bisogno dell’essere umano di fare ordine e quindi chiarezza. Dalli si è diffusa e oggi è consolidata in tutto il mondo.

2004 2005 Dagli USA la professione si è diffusa in altre nazioni con la creazione delle relative associazioni: in Inghilterra nel 2004, in Australia nel 2005, e, nel corso degli anni in Germania, Olanda, Canada e Giappone. In Italia la professione ha cominciato a diffondersi solo qualche anno fa e anche qui stanno contribuendo a favorire la conoscenza di questa nuova carriera alcune serie televisive americane ed inglesi come per es. ‘Sepolti in casa’ , ‘Mai più sepolti in casa’ (http://www.realtimetv.it/web/sepol

2006 Nel 2006 la NAPO si affilia con il Gruppo Nazionale di Studio sulla Disorganizzazione Cronica (NSGCD) e viene fondata l’Associazione di Professional Organizers in Canada (POC) .

2007 Nel 2007 la NAPO firma un accordo di collaborazione creando la Federazione Internazionale delle Associazioni di Professional Organizers (IFPOA) con i Professional Organizers canadesi (POC) e il Gruppo Nazionale di Studio sulla Disorganizzazione Cronica (NSGCD).

2013 Nell’ottobre del 2013 si è costituita ufficialmente l’Associazione Professionale Italiana APOI (Associazione Professional Organizers Italia) con l’intento di sviluppare e promuovere la filiera dell’organizzazione professionale in Italia, assicurando che venga raggiunto e mantenuto un alto standard di professionalità e credibilità –

2015 Nel 2015 na la NAPO compi 30 anni

Chi è il Professional Organizer o il Professionista dell’Organizzazione?

Il professional organizer è una figura professionale che utilizza metodi e tecniche di organizzazione per aiutare le persone a organizzarsi e semplificarsi la vita, meglio gestire il proprio tempo, ottimizzare risorse e avere più qualità di vita. È un professionista dell’organizzazione, che conosce bene i trucchi per avere casa e lavoro in ordine e mette in pratica questa conoscenza per aiutare chi ne ha bisogno a fare lo stesso.

Cosa fa esattamente?

Applica le proprie avanzate conoscenze di sistemi e processi organizzativi sulle situazioni caotiche delle persone e le aiuta a sviluppare soluzioni che funzionino per le loro vite. Praticamente è un risolutore di problemi. Il Professional Organizer o PO fornisce informazioni, prodotti e supporto (anche pratico se necessario) a individui, famiglie e aziende grandi o piccole, assistendo nel creare uno spazio di lavoro o di vita meno complesso e più efficiente.

Aiuta i propri clienti a trovare equilibrio, restituire ordine e massimizzare le proprie risorse. Il PO educa all’organizzazione. Con l’utilizzo di sistemi organizzativi personalizzati e l’insegnamento di abilità di organizzazione, aiuta quindi le persone e le aziende a prendere il controllo di ciò che li circonda, del loro tempo, dello spazio, dei cumuli di documenti e oggetti, delle loro vite.

Come lavora un PO?

Il suo lavoro è adattare i sistemi organizzativi in modo da incontrare i bisogni del cliente, insegnare e trasferire le abilità organizzative, visualizzare lo spazio e avere la fotografia generale della situazione per poi dividere gli obiettivi in piccoli passi più facilmente raggiungibili. Il PO sa classificare e pianificare in anticipo, usa le tecnologie a supporto degli sforzi organizzativi, ha la resistenza mentale e fisica per essere empatico e rispettoso nei confronti delle esigenze del proprio cliente. È responsabile, discreto, lavora con etica e professionalità.

Quali sono le tape di un intervento di Professional Organizing?

Anche se un modus operandi definitivo non esiste visto che ogni professionista ha un suo modo molto personale di lavorare, esistono delle pratiche standard che regolano la professione e che, in linea di massima, possono essere descritti nei i seguenti passaggi:

1. IL PRIMO CONTATTO

Il primo contatto è dove il cliente spone la sua richiesta specifica, chiarisce i suoi dubbi e dove il P.O cerca di capire il problema nella sua complessità.

2.IL SOPRALLUOGO/PREVENTIVO

Nel sopralluogo è possibile individuare le modalità dell’intervento e il budget ad esso destinato prima di procedere con la realizzazione del preventivo.

3. IL PROGETTO

Una volta aprovato il preventivo, viene realizzato un progetto dettagliato relativo lo svolgimento dell’intervento,con delle proposte di soluzioni organizzative al problema del cliente.

4.L’INTERVENTO

A questo punto vene eseguito l’intervento. come concordato in fase progettuale.​

Come prepararsi per affrontare questa professione?

La professione del Professional Organizer è incredibile, una vera opportunità per chi ama lavorare con e per le persone, chi vuole condividere e insegnare, chi ha una passione per l’ordine ed un talento per l’organizzazione, chi adora mettersi in gioco ed avventurarsi ogni giorno in un’esperienza diversa e per chi ha un buon senso dell’umorismo. Come si vede la maggior parte delle voci in lista non include competenze tecniche, bensì competenze trasversali. Ma Bisogna essere intraprendente e avere capacità imprenditoriali.

Questi ultimi due punti sono molto rilevanti: se scegli la carriera del PO sarai il capo di te stesso e dovrai ricoprire molti ruoli: direttore della comunicazione e del marketing, stratega, commerciale, amministrativo e molto altro.

Da qui l’importanza di capire bene il proprio livello di competenze, perché mentre le competenze tecniche si possono colmare con lo studio, per le competenze trasversali invece, pur potendo essere allenate, il lavoro da fare è molto più profondo, quindi ancor più difficile e da non sottovalutare.

Come procedere per ottenere Formazione e la certificazione in Italia?

Se il Professional Organizing è nelle tue corde, senti che questa è per te la strada giusta e vuoi seguire un percorso di formazione per diventare un P.O, potrai frequentare il Corso di Formazione per Professional Organizers di Organizzare Italia, lo stesso che ho seguito anche io. In un secondo momento, raggiunti i requisiti necessari, potrai ottenere la certificazione tramite l’APOI – Associazioni Professional Organizers Italia.

Dove si inserisce il P.O nel mondo del lavoro?

Un P.O può lavorare nei seguenti ambiti: casa, famiglia, lavoro, ufficio, azienda e stile di vita.  

Qual è Il profilo del cliente di un P.O?

I clienti di un PO possono essere liberi professionista, single, famiglie, imprenditori, in fine tutti coloro che credono che il disordine sia un problema, che ritengono di aver delle problematiche ricorrenti di natura organizzativa, che per svariati motivi hanno difficoltà di tenere l’ordine e vogliono richiedere un servizio di un professionista che li possa aiutare nella risoluzione di queste problematiche.

Perché farsi aiutare da un P.O?

Farsi aiutare da un professionista è un modo per venire a contatto con delle tecniche e metodi di organizzazione ancora sconosciuti e necessari per la buona gestione dell’ordine.

Coinvolgere un PO nel proprio progetto di riordino e organizzazione può significare scoprire nuovi stili di vita, semplificare e migliorare il modo di realizzare le proprie attività quotidiane per vivere, definitivamente, in maniera più equilibrata e serena.

Quali sono i benefici di questo servizio?

Riprendendo il concetto di Professional Organizing, troviamo in essenza le parole: benessere, produttività ed efficienza. Quindi è facile concludere che l’organizzazione è fondamentale per avere una maggiore produttività, raggiungere mette e obbiettivi, risparmiare tempo, denaro ed energie, evitare sprechi e avere più tempo a disposizione per fare tutto ciò che amiamo di più. Avere una vita organizzata aiuta a tenere sotto controllo lo stress e ad avere più benessere in ogni ambito della propria esistenza.

Il servizio di Professional Organizing è un costo o un investimento?

Come abbiamo visto, l’organizzazione ci porta talmente tanti benefici che parlare di costo sembra quasi inadeguato e alla fine dei conti non ci resta che parlare di un vero e proprio investimento.

Buona organizzazione e al prossimo articolo!